I consigli per non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi.

Capita. Nel lavoro, nel curare le relazioni, con le visite mediche: rimandare impegni o compiti che non si ha voglia di affrontare è tipico dell’essere umano.

Ma secondo una recente ricerca condotta dal dottor Piers Steel dell’Università di Calgary e pubblicata sul New York Times, procrastinare non è semplicemente un problema di cattiva gestione del tempo. Rimandare a domani ciò che si potrebbe fare oggi, ha un profondo legame con il mondo delle emozioni.

Ogni volta che all’esecuzione di un compito corrisponde un carico di stress, a livello cerebrale avviene un vero e proprio dirottamento dell’amigdala. In altre parole, l’amigdala, la zona in cui risiedono le emozioni più vere e profonde, percepisce il compito da eseguire come una minaccia alla propria autostima e al proprio benessere. Procrastinare arreca un sollievo immediato e momentaneo. Attiva però un circolo vizioso dal quale è difficile riemergere. Per usare le parole del celebre Thomas More: “ciò che è differito, non è evitato”.

Ecco alcuni suggerimenti per provare a ridurre la dannosa abitudine di rimandare.

  • Fai una lista delle cose da fare, mettendo in cima i compiti più importanti e riempiendo le altre voci con incombenze meno urgenti, ma pur sempre utili. Se anche rimanderai le mansioni più importanti, almeno non rimarrai bloccato in preda all’inedia: magari ripulirai la scrivania, ti metterai in pari con la contabilità o risponderai a un paio di mail.
  • Non procrastinare nella convinzione che in futuro sarai più energico, più risoluto e con meno problemi. Facendo un’onesta valutazione delle tue circostanze attuali, potresti accorgerti che rimandare non migliorerà affatto i risultati che potresti ottenere oggi.
  • Previeni le situazioni a rischio. Se basta una vibrazione del cellulare per distrarti dal lavoro e spingerti a procrastinare, mettilo in modalità silenziosa.