La parola del mese: NFT

Che cosa hanno in comune il primo tweet della storia, il famoso tondo Doni di Michelangelo e una clip video di un giocatore dell’Nba? Sono tutti Nft, la nuova mania del criptomondo. Nft è l’acronimo per “Non Fungible Tokens”. Si tratta di oggetti digitali (token) resi unici (non fungibili) da un codice criptato irreplicabile. Un fenomeno fatto di piattaforme digitali e di prezzi stratosferici la cui popolarità è in grande aumento. L’esplosione degli NFT è legata alla criptoarte, il primo mondo a portare alle luci della ribalta gli NFT: a inizio marzo la casa d’aste Christie’s ha venduto per 69,3 milioni di dollari un’opera che esiste solo in formato digitale JPEG, un collage di 5.000 delle opere realizzate dall’artista digitale Beeple. Anche la canadese Grimes, nota anche per essere l’ultima compagna di Elon Musk, ha di recente venduto per 5,8 milioni di dollari una serie di disegni digitali sotto forma di Nft. Gli NFT piacciono pure all’Italia: il “Tondo Doni” di Michelangelo ora è in versione digitale. Realizzato attraverso un brevetto esclusivo, l’opera della galleria fiorentina è la prima al mondo ad essere stata resa unica grazie a un sistema crittografato che tramite NFT ne certifica la proprietà. Trasferire le immagini del patrimonio artistico italiano in digitale e lucchettarlo con NFT è una via che potrebbero usare i musei per raccogliere fondi: dalla vendita del Tondo Doni si sono ricavati 140mila euro, tanto che sono in progetto altre versioni digitali di altre opere famose. Ma sono diversi i settori che stanno guardando ai token non fungibili come opportunità. C’è un mercato da 340 milioni di dollari legato a video e immagini esclusive di Lebron James e degli altri campioni del basket Nba, che vende i momenti storici dei suoi campionati ai super fan dando loro la possibilità di esserne proprietari. Anche Mc Donald ha realizzato un set di panini NFT e li ha venduti per farsi pubblicità e Fox realizza card digitali collezionabili dei personaggi della sua serie Krapopolis.