La svolta green delle spa italiane

In Italia operano migliaia di centri termali, centri benessere, alberghi con Spa con piscine, saune, massaggi e trattamenti estetici. Sono 300 le sole terme, presenti in tutte le regioni del Bel Paese. Ma come riconoscere una Spa sostenibile? Prima di tutto attenzione all’edificio: deve essere costruito con materiali naturali e inserito opportunamente nell’ambiente circostante. Poi deve utilizzare energie rinnovabili e limitare gli sprechi. Infine i trattamenti: le materie prime e i menu dovranno far ricorso il più possibile alla disponibilità del territorio, ispirandosi quindi al concetto di Chilometro Zero. Naturalmente sarà utile guardarsi dal fenomeno del “greenwashing”, cioè di una apparenza, solamente di facciata, di una struttura bio ed ecosostenibile.

Anche se il settore delle Spa è stato duramente colpito dai lockdown e dalle limitazioni imposte dalla pandemia, si sta preparando a una grande ripartenza, forte della crescente domanda di salute, benessere e sostenibilità. E gli italiani hanno già ripreso a frequentare i centri benessere (anche se nel settembre scorso i Carabinieri del Nas hanno ispezionato 628 strutture, segnalando irregolarità nelle misure preventive anti Covid in 95 di esse).

Vediamo più in dettaglio i caratteri distintivi di una Eco Spa, cominciando con le caratteristiche degli edifici che le ospitano. I materiali edili saranno naturali, come la pietra, il legno e il vetro, e le costruzioni, elaborate da una architettura minimale e sostenibile, devono inserirsi in armonia col paesaggio circostante in modo da esaltare il ruolo di protagonista della natura. Inoltre, saranno proposti percorsi fitness all’aria aperta e spazi ispirati alle teorie del Feng Shui o alle discipline olistiche orientali.

Una Spa ecosostenibile è alimentata da pannelli fotovoltaici o da altre fonti rinnovabili e utilizza software gestionali per monitorare il risparmio energetico e idrico, obiettivo non facile per strutture che consumano grandi quantità di energia elettrica e termica. Alcune Spa riescono a trasformare e riciclare sia l’acqua piovana sia quella scartata dalle piscine. In entrambi i casi l’acqua viene recuperata con diversi accorgimenti in modo da consentire il riutilizzo attraverso un sistema di irrigazione avanzato per il giardino, con significativi risparmi dei consumi. Alcune Spa sono dotate di proprie centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica, calore e raffreddamento, alimentate da scarti di lavorazione del legno. Una produzione energetica che può essere integrata con quella di un impianto fotovoltaico sul tetto che consenta di coprire quasi interamente il fabbisogno della struttura.

I trattamenti proposti dalle bio Spa sono eseguiti con prodotti locali, provenienti dalle aziende agricole dei dintorni, in modo che le materie prime possano essere utilizzate appena raccolte, mantenendo intatti i principi attivi. Va sottolineato che il ricorso alle materie prime del territorio non riguarda soltanto i menu delle diete delle Spa, ma anche i prodotti della cosmesi naturale, i cui trattamenti sono legati alle tipicità del territorio e all’alchimia dei suoi elementi. Per assistere le Spa nella loro svolta green è nata, qualche anno fa, un’associazione, The Sustainable Spa Association, con sede a Londra, cui partecipa attivamente l’architetto italiano Alberto Apostoli.

Vediamo qualche esempio di Spa sostenibile. Per alcuni, la più eco-friendly del globo è quella del Daintree Eco Lodge & Spa di Queensland in Australia. Qui lo staff del resort è composto da aborigeni australiani e le 15 casette che ospitano i turisti sono ancorate, in aria, ad alti alberi e vi si accede attraverso passerelle sospese. Un centro immerso nella foresta pluviale dove i trattamenti sono a base esclusivamente naturale con estratti di piante locali preparati dagli aborigeni, come lo scrub a base di sali del deserto, zenzero e lime o il massaggio con bacche di quandong e miele selvatico, utilizzati in combinazione con i bagni in vasche naturali e cascate di acqua termale.

Tornando a strutture più accessibili in Italia, si distinguono il Lefay Resort & Spa, a Gargano sul Lago di Garda in provincia di Brescia, che dispone di una centrale a biomasse per produrre energia elettrica, calore e raffreddamento e un impianto fotovoltaico installato sul tetto. I consumi di acqua sono ridotti: quella piovana e scartata dalle piscine viene rimessa in circolo per permettere l’irrigazione con un risparmio fino al 50% rispetto a un tradizionale impianto. Oppure il centro benessere del Mahara Hotel di Mazara del Vallo che nasce dal recupero di un antico stabilimento enologico settecentesco e offre trattamenti con prodotti della terra di Sicilia: agrumi, kiwi e sale marino delle adiacenti saline di Marsala. O ancora il Castello del Nero: una residenza del XII secolo, ristrutturata, tra le colline del Chianti a pochi chilometri da Firenze e Siena, al cui interno una Spa progettata in vetro, legno e ardesia propone trattamenti olistici con prodotti provenienti dal giardino locale. Oppure l’Aqualux Hotel Spa Suite & Terme di Bardolino, sul lago di Garda, realizzato con materiali bio-compatibili (prevalentemente legno), alimentato da energie rinnovabili con utilizzo di software gestionali che controllano il risparmio energetico idrico, insonorizzazione naturale certificata ed eco climatizzazione per la veicolazione dell’energia naturale, senza utilizzo di radiatori e condizionatori.

Per chiudere, una curiosità: molti ritengono che Spa sia un acronimo che sta per Salus Per Aquam, ma gli inflessibili filologi di “Una Parola al Giorno” negano questa interpretazione e spiegano che il nome Spa deriva semplicemente dalla città belga di Spa, vicina a Liegi, che fu un famoso centro termale fin dal XVI secolo e che nel Settecento divenne un polo mondano di rilievo europeo.