Come diventare petrolieri, la storia dei Moratti

I Moratti fanno spesso parlare di sé: per il calcio, per l’impegno in San Patrignano, per la politica. Giusto lo scorso settembre, Massimo Moratti è finito sui giornali per aver donato il suo stipendio di un milione e mezzo di euro agli operai della sua azienda, la Saras, in cassa integrazione. Ma chi sono i Moratti, al di là delle cronache, quale la loro storia e come hanno raggiunto il successo?

Si deve partire da Angelo Moratti, capofila della dinastia. Nato nel 1909 in provincia di Varese, figlio di un farmacista che qui esercitava la sua attività prima di trasferirsi a Milano per gestire una farmacia nella centrale Piazza Fontana, rimase orfano della madre all’età di 8 anni. Il rapporto conflittuale con la matrigna lo spinse ad allontanarsi da casa ancora ragazzo, per affrontare il mondo del lavoro, prima come operaio in una fabbrica di maniglie d’ottone poi come rappresentante di combustibili e lubrificanti. Divenuto presto produttore di combustibili fossili, nel 1932 aveva già fondato la società di commercio d’oli combustibili Petrocargom, e, poco dopo, aveva acquistato una miniera di lignite (una forma di carbone naturale) in Umbria, cui in seguito affiancò una centrale elettrica, alimentata appunto dalla lignite.

L’idea di aprire una raffineria di petrolio nacque nel 1948, dopo un viaggio in Texas. Qui Angelo acquistò una vecchia raffineria che smontò e trasferì ad Augusta, in Sicilia, fondando la società Rasiom e poi la Prora per il trasporto petrolifero marittimo. Più tardi, nel 1962, realizzò la nuova raffineria Saras, a Sarroch in provincia di Cagliari, che oggi fattura circa 10 miliardi di euro annui (pre-Covid). Il resto della storia di Angelo Moratti è una serie di scalate consequenziali: acquisto di altre raffinerie in Italia e all’estero, acquisto nel 1955 dell’Inter, comproprietà del Corriere della Sera dal 1972 al 1976, e altro ancora.

Saras è un colosso nazionale e di rilevanza internazionale. Oltre che raffinare petrolio grezzo trasformandolo in benzine, oli e gasolio, vende e distribuisce quei prodotti nel mercato nazionale ed internazionale e, inoltre, produce e vende energia elettrica.

Negli anni ’60 Saras divenne un attore fondamentale del boom economico italiano con le sue forniture di petrolio che sostennero la crescita dell’industria di trasformazione del Paese. L’alleanza di Saras con Eni e Agip era logicamente finalizzata a contrastare la concorrenza delle sette sorelle, la Esso in primis, che in Italia si serviva di altre raffinerie, come quelle del gruppo Monti. Tanto che l’Agip acquistò nel 1969 il 15% di Saras, una quota tenuta fino al 2001. Tutto ciò portò i Moratti a sedersi nel salotto buono del capitalismo italiano, allora dominato da Fiat, Pirelli, Eni, Montedison e altri, sotto la regia di Mediobanca. Angelo Moratti, scomparso nel 1981 a 72 anni a causa di un edema polmonare, ebbe 6 figli: Gian Marco, Massimo, Bedy, Adriana, Gioia, Natalino.

Gian Marco Moratti a soli 27 anni faceva parte del Consiglio d’amministrazione della Saras e fu il vero erede amministrativo del padre, divenendo in seguito Presidente della società. Sposato, in seconde nozze, con Letizia Bricchetto Moratti, il suo nome, oltre che per le qualità imprenditoriali, resta legato a quello della Comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano, che sostenne finanziariamente fin dalla sua fondazione. Gian Marco morì nel 2018, a 81 anni, in seguito a una lunga malattia.

Il nome di Massimo Moratti è legato indissolubilmente a quello dell’Inter che acquistò nel 1995, 27 anni dopo l’epopea della Grande Inter guidata dal padre Angelo. Massimo si è impegnato molto nella gestione della squadra, arrivando nel 2010 a vincere, unica squadra italiana di calcio, il cosiddetto triplete: Campionato, Coppa Italia, Coppa dei Campioni. Questo trionfo segnò la fine dell’impegno, finanziariamente oneroso, dei Moratti nell’Inter, e Massimo fu richiamato a un ruolo più attivo nella Saras, di cui divenne Presidente, alla morte del fratello Gian Marco.