Droni, mercato pronto al decollo

È corsa all’oro dei droni. Il mercato dei sistemi volanti senza pilota è in pieno boom e tutti cercano di accaparrarsi un pezzo di cielo. Il potenziale dirompente della tecnologia driverless, ancora in fase emergente, è enorme, tanto che i grandi nomi dell’hi-tech a stelle e strisce – e non solo loro – non si stanno lasciando sfuggire l’opportunità di scommettere sul settore.

Abbattuti i confini dell’uso militare (ambito nel quale i droni sono nati e si sono sviluppati maggiormente), e dismessi anche i panni di semplice oggetto ludico per pochi appassionati, i droni oggi trovano vasto utilizzo in settori come l’agricoltura di precisione, la fotografia, l’edilizia, l’energia, il monitoraggio. E se, guardando al futuro, possiamo immaginare un quadricottero intento a consegnare l’ultimo pacco comprato su Amazon o il pranzo ordinato da Mc Donald’s, già da oggi il mercato dei servizi tramite droni è ricco di applicazioni interessanti. Esistono droni che mappano giacimenti petroliferi per misurare la quantità di materiale estratto e rilevare eventuali perdite; ci sono droni specializzati in ispezioni industriali e sicurezza infrastrutturale; sono stati ideati droni in grado di raccogliere in modo autonomo la frutta, abbattendo notevolmente il costo della raccolta nei frutteti. Sono sempre più numerosi i droni specializzati nel cloud seeding: il loro compito è quello di inseminare le nuvole per indurre precipitazioni nelle regioni più aride. Già usati con successo in Cina e negli Emirati Arabi, questi droni agiscono in due modi: bombardano le nuvole con scariche elettriche che trasformano il vapore acqueo in acqua oppure sparano addosso alle nubi ioduro d’argento che le fa addensare inducendo la precipitazione.

Il settore dei droni trova sempre più spazio anche nei mercati finanziari. Il colosso cinese Shenzhen Dji, il più grande player del settore con il 74% del mercato globale dei droni e 2 miliardi di dollari di ricavi, è sbarcato in borsa con una valutazione di 18 miliardi di dollari. Tra gli altri big del comparto quotati a Wall Street ci sono Ambarella, gruppo californiano che negli ultimi 12 mesi ha messo a segno una performance di oltre il 164% raggiungendo una capitalizzazione di 4,79 miliardi di dollari, ed EHang, cresciuta in un anno del 194% per una capitalizzazione di 1,47 miliardi di dollari, grazie anche alle voci circa una possibile partnership con Volkswagen.

Secondo l’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, il settore in Italia nel 2020 è arrivato a valere 73 milioni di euro. “Sono 334 le startup attive a livello internazionale nel mercato professionale dei droni, nate fra il 2015 e il 2020, che hanno raccolto complessivamente un miliardo di dollari di finanziamenti”. Tra tutte, assume un ruolo di primo piano Leonardo, unica realtà in Europa in grado di fornire soluzioni complete di tutti gli elementi di un sistema drone based. Fortemente impegnata con investimenti annuali di decine di milioni di euro in attività di ricerca e sviluppo in velivoli a pilotaggio remoto, tra le sue iniziative più interessanti spicca il progetto in collaborazione con Skydweller Aero Inc., per lo sviluppo del primo velivolo pilotato a distanza grazie all’energia solare con capacità di trasporto carichi e autonomia di volo illimitata.